| I maestri del cinema italiano: "Il bidone" da archivio You Tube |
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Scritto da Leonardo Moggi
Martedì 15 Maggio 2012 06:36
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Un film di Federico Fellini. Con Franco Fabrizi, Giulietta Masina, Richard Basehart, Broderick Crawford, Giacomo Gabrielli. Drammatico, 104' min. - Italia 1955.
A Roma Augusto, anziano bidonista che sente la miseria e l'abiezione del suo mestiere truffaldino, cerca di bidonare i suoi nuovi compari che, dopo averlo pestato, lo abbandonano moribondo su una scarpata. Dopo I vitelloni e La strada, Fellini ne riprende molti motivi tematici (solitudine, bisogno di comunicazione e di amore, desiderio di salvazione, la Grazia) e stilistici (passeggiate notturne, giostre di periferia, paesaggi dell'Appennino) che si ritrovano anche nel successivo Le notti di Cabiria. È il più cupo e disperato di quest'ideale trilogia, e il meno riuscito a livello strutturale per un'incertezza tra il racconto di ambiente picaresco e la concentrazione drammatica su Augusto che punta sul tragico e scivola nel patetico. Memorabili almeno due sequenze: la festa di Capodanno nella casa del bidonista ricco e la truffa a danno dei baraccati, coincisa e feroce quanto l'altra è insistita e sarcastica. Scritto con E. Flaiano e T. Pinelli. Fotografia di O. Martelli, musica (poca) di N. Rota. Dopo le sfavorevoli accoglienze alla Mostra di Venezia, Fellini lo rimontò con M. Serandrei, riducendolo di 20' e mutandone radicalmente il ritmo. |
| Ultimo aggiornamento Martedì 15 Maggio 2012 06:45 |
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| I maestri del cinema italiano: "I Vitelloni " da archivio You Tube |
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Scritto da Leonardo Moggi
Martedì 15 Maggio 2012 06:11
I maestri del cinema italiano: "I Vitelloni " da archivio You Tube
regia: Federico Fellini
interpreti: Franco Interlenghi, Franco Fabrizi, Alberto Sordi, Leonora Ruffo
1953, 92 min. commedia Italia
Il film è incentrato attorno a un gruppo di cinque giovani di Rimini; l'intellettuale Leopoldo, il donnaiolo Fausto, il maturo Moraldo, l'infantile Alberto e l'inguaribile giocatore Riccardo. Fellini decise di ambientare il film a Rimini, sua città natale, anch'essa una piccola città costiera sul Mare Adriatico. Tuttavia le riprese si svolsero tra Firenze, Viterbo, Ostia e Roma. La sceneggiatura di Federico Fellini, Ennio Flaiano e Tullio Pinelli è stata candidata agli Oscar del 1958.Durante una sfilata di bellezza sulla spiaggia si premia Miss Sirena 1953, la vincitrice, Sandra (Leonora Ruffo), improvvisamente sviene. Arriva il medico che poi fa allontanare tutti: il trentenne donnaiolo Fausto (Franco Fabrizi) ha intuito. Corre subito a casa, proprio mentre era scoppiato un temporale. Prepara la valigia, chiede dei soldi al padre e gli dice che deve partire per Milano a cercare lavoro. Intanto arriva preoccupato il fratello di Sandra, Moraldo (Franco Interlenghi) che gli fa sapere che Sandra è incinta. Fausto (Franco Fabrizi) sapeva di essere il responsabile. A causa della pressione di suo padre Francesco però non può fare altro che sposarla, sebbene gli amici si prendano beffe di lui. Al matrimonio però ci sono tutti. I neo sposini felici partono per Roma in luna di miele, proprio mentre serpeggia tra gli amici qualche malumore. Alberto che invece appare il più sicuro di sé continua a godersela tra biliardo, scherzi e scommesse. Con una scusa, prima chiede un prestito di 500 lire alla sorella Olga l'unica della famiglia che lavora, per impiegarlo al gioco, successivamente la rimprovera di mantenere una relazione segreta con un uomo sposato che vuole sposarla. Al ritorno dal viaggio di nozze, il suocero trova a Fausto un lavoro presso un suo amico venditore di oggetti sacri, Michele. Il film a questo punto alterna le meschine avventure di Fausto con il vuoto gironzolare degli altri membri della compagnia. Fausto sebbene sposato e in attesa del figlio continua a non mettere la testa a partito. Una sera portata la moglie al cinema s'accorge di una donna che lo interessa. Quando la donna s'allontana, lasciata la moglie con una scusa, la insegue, la raggiunge, la corteggia e la bacia. È soddisfatto di sé ma tornato sui suoi passi alla vista della moglie fa finta di niente. È carnevale. Si deve far festa. Nel locale Fausto s'accorge di Giulia, la moglie del suo principale, e si ripromette di farla sua. Durante la festa Alberto, ubriaco, si rende conto di quanto la sua vita sia vuota e stupida, ma non ha il coraggio di cambiare. Il giorno dopo Olga che era il sostegno della famiglia parte col suo uomo tra le lacrime della madre e del fratello, l'una dispiaciuta per la mancanza di quel reddito e l'altro per il dover promettere alla madre di trovarsi un posto. Fausto invece fatto tardi al lavoro e accampata una scusa, nel retro del negozio osa strappare un bacio a Giulia che gli resiste. Michele li vede imbarazzati, sospetta qualcosa. Convoca l'ingrato Fausto e lo costringe a licenziarsi. A Moraldo Fausto dice invece che è stata Giulia a provocarlo e scoperto, ingiustamente licenziato e senza preavviso. Per ripicca quindi si fa aiutare da Moraldo a sottrarre dal negozio un angelo di legno, che però non riescono a vendere e che affidano a Giudizio. A pranzo il padre di Sandra è furibondo. Accusa i due di aver rubato e per questo di aver dovuto supplicare i carabinieri di poter risarcire l'azione vergognosa e Fausto di aver insidiato la moglie del suo più caro amico. Sandra scoppia in lacrime e scappa in camera. Il fratello ingenuamente la rassicura raccontandole la versione di Fausto utile però a far riconciliare la coppia. Nasce il piccolo Moraldo, gioia della famiglia, e Fausto si sente meno osservato. È alla ricerca di un nuovo lavoro ma non riesce ad abbandonare la vecchia compagnia di amici (Alberto, Moraldo, Riccardo, Leopoldo) con i quali ha trascorso una giovinezza fatta di superficialità e irresponsabilità. Leopoldo da parte sua è riuscito a convincere Sergio un consumato attore di teatro a potergli leggere un suo lavoro. Gli amici che lo accompagnano sono emozionati ma alla lunga si annoiano: sono più interessati alle ballerine con le quali scherzano e ballano. Il giovane incassa le entusiastiche lodi dell'attore che però poi, quando gli chiede di accompagnarlo in una zona poco frequentata e senza luci, gli si dimostra così inquietante da farlo scappare via. È notte fonda e Moraldo sta aspettando Fausto che aveva passato il tempo con una delle ballerine. È dispiaciuto per la sorella Sandra e lo rimprovera. A casa Sandra, atteso Fausto di rientro così tardi, gli impedisce di accarezzare il figlio e scoppia in lacrime. È stanca dei suoi tradimenti e all'alba mentre il marito dorme prende il bambino e scappa via. Fausto e gli altri ragazzi iniziano una vana ricerca, ma Moraldo indispettito decide di far solo. Il tempo passa e la fame aumenta così distratti dalle dolcezze della campagna circostante si fermano a mangiare. Fausto invece comincia ad aver paura e continua le ricerche per conto suo. A casa la donna di servizio in lacrime gli dice che si sono recati in questura: la stanno cercando al mare. Qui sulla spiaggia reincontra la donna del cinema che si mostra interessata a rivederlo, ma lui è insensibile e confuso. Fausto è disperato, vuol farla finita, ma Moraldo gli rimprovera di essere troppo vigliacco per farlo. Però trova il coraggio di tornare a negozio a piangere da Michele che Sandra non si trova. Intanto Alberto in macchina con gli altri due di ritorno dal pranzo in campagna alla vista di alcuni lavoratori affaticati vigliaccamente li sbeffeggia col gesto dell'ombrello e urla:- "Lavoratori...prrrrrr, lavoratori della massa". Ma dopo pochi metri la macchina si ferma per un guasto. Inseguito non gli resta che scappare gridando di aver scherzato. A sera di ritorno a casa Fausto ha la bella notizia che Sandra è tornata. Ma qui il padre Francesco lo attende per dargli una dura lezione picchiandolo con la cinghia dei pantaloni, supportato da Michele che tiene a bada Sandra che supplicava di smettere. Finalmente consapevole delle responsabilità che comporta l'aver creato una famiglia, Fausto riunito alla moglie e al figlio sembra ravveduto. Nell'ultima scena del film, Moraldo è l'unico ad avere il coraggio di lasciare il paese e parte in treno per Roma, senza dire niente a nessuno. Alla stazione viene scorto da Guido un fattorino suo piccolo ma vero amico, mentre immagina di vedere i suoi compagni ancora beatamente dormienti nei loro letti. |
| Ultimo aggiornamento Martedì 15 Maggio 2012 06:21 |
| I film di ART: "I segreti di Brokeback Mountain" da archivio You Tube |
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Scritto da Leonardo Moggi
Venerdì 11 Maggio 2012 15:46
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Regia: Ang Lee
Interpreti: Jake Gyllenhaal, Heath Ledger, Michelle Williams, Anne Hathaway, Randy Quaid
2005 134 min. drammatico Usa
Wyoming 1963. Sotto i cappelli due cowboy attendono davanti all'ufficio del rancher locale, Joe Aguirre, di salire sul Brokeback per la transumanza. Ennis Del Mar non ha famiglia, persa dietro una curva di una strada diritta, Jack Twist ne ha una da dimenticare in fondo alla campagna texana. Fuori dal mondo, in quel luogo sospeso che "rompe" con le convenzioni giù a valle, che "spezza" i tempi della cultura per seguire quelli di natura, i due giovani si avvicinano fino a toccarsi. Nella tenda, generosa alcova, il cameratismo si converte in passione, la realtà in epica amorosa. I cowboy innamorati di Ang Lee nascono dalla penna di Annie Proulx che nel 1998 scrisse un racconto breve per il The New Yorker poi diventato un romanzo ad alta concentrazione, Gente del Wyoming. Quello stesso anno a Laramie, nel Wyoming, idealmente prossima alla montagna di Brokeback, muore, assassinato da due mandriani omofobi, Matthew Wayne Shepard, ventunenne omosessuale. Ennis e Jack hanno dunque origini letterarie ma padri reali e rurali che praticano la morale omofobica |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Maggio 2012 15:52 |
| I maestri del cinema italiano: "I bambini ci guardano" da archivio You Tube |
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Scritto da Leonardo Moggi
Venerdì 11 Maggio 2012 14:51
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regia: Vittorio De Sica
Interpreti: Luciano De Ambrosis, Isa Pola, Emilio Cigoli, Adriano Rimoldi, Giovanna Cigoli.
1943 90 min. drammatico Italia
Dal romanzo Pricò (1924) di C.G. Viola: un bambino di 7 anni vive con i suoi occhi lucidi e disperati la storia dei dissapori coniugali dei suoi genitori. 5° film di De Sica, e il primo in cui fa i conti non soltanto col “sociale”, ma con la sostanza umana. Sarebbe un banale fotoromanzo se non fosse per lo sguardo di Pricò (e per la cinepresa di De Sica che lo guida, affamata di realtà) che toglie la maschera a una pace e a un ordine soltanto apparenti. |
| I maestri del cinema italiano: "Umberto D" da archivio You Tube |
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Scritto da Leonardo Moggi
Mercoledì 09 Maggio 2012 21:29
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regia: Vittorio De Sica
Interpreti: Maria Pia Casilio, Carlo Battisti, Lina Gennari, Memmo Carotenuto, Alberto Albani Barbieri
1952 89 min. drammatico Italia
Un mite, silenzioso pensionato, ridotto a non essere più (economicamente) in grado di sopravvivere, rifiuta la tentazione del suicidio per non abbandonare il proprio cane. Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra Zavattini e De Sica, sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la “perfezione” di Ladri di biciclette, ma va al di là. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Maggio 2012 21:34 |
| I film di ART: "Malombra" da archivio You Tube |
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Scritto da Leonardo Moggi
Mercoledì 09 Maggio 2012 20:59
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regia: Mario Soldati
interpreti: Andrea Checchi, Irasema Dilian, Isa Miranda, Gualtiero Tumiati, Nino Marchesini.
1942 140 min. drammatico Italia
Segregata in una villa sul lago di Como, Marina di Malombra è convinta di essere la reincarnazione di una zia defunta. Per vendicare l'antenata uccide lo zio, poi uno scrittore che credeva di amare e infine si suicida. Era difficile portare sullo schermo la densa materia del primo e più inquietante romanzo (1881) di Antonio Fogazzaro, ma Soldati ci è riuscito facendo un film ora surreale, ora crepuscolare di suggestiva atmosfera. Una vetta del cinema “calligrafico” che precedette il neorealismo. Fotografia: Massimo Terzano. Girato in Valsolda e nella Villa Pliniana sul lago di Como. Scritto da Mario Bonfantini, Renato Castellani, E.M. Margadonna, Tino Richelmy e dal regista. Già portato sullo schermo nel 1916 con Lyda Borelli e rifatto nel 1984. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Maggio 2012 21:05 |
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